Mastopessi

 

Nell'ambito della chirurgia estetica della mammella, la mastopessi è l'intervento che incontra le aspettative di chi mira alla correzione chirurgica dell'inestetismo del cosiddetto seno flaccido, determinatosi solitamente in seguito all'eccessivo rilassamento dei tessuti o ad uno svuotamento dovuto ad esempio ad un restrittivo regime dietetico o ad una gravidanza; sono soprattutto questi i casi in cui questa alterazione del proprio fisico viene vissuta dalle donne come un vero e proprio problema psicologico. La ptosi mammaria è influenzata anche da variabili come l'età o i disturbi ormonali che producendo un'involuzione della componente ghiandolare della mammella determinano una riduzione complessiva del volume mammario specialmente a carico dei quadranti superiori, alterando quindi il decolleté. Il seno, in questi casi, non è né troppo grosso da richiedere una sua riduzione, né così piccolo da renderne necessario l'aumento. 

Scopo dell'intervento è quello di ridare una forma armonica al seno, restituendo una maggiore proiezione ai quadranti superiori e riposizionando il complesso areola - capezzolo. 

L'incisione chirurgica può essere effettuata solo intorno all'areola (nelle piccole mastopessi o round-block), può essere periareolare e verticale, dall'areola al solco sottomammario (mastopessi a cicatrice verticale), oppure anche lungo la piega inferiore del seno (mastopessi a T rovesciata o ad ancora).

Il periodo post-operatorio prevede una medicazione protettiva che verrà sostituita successivamente da un reggiseno contenitivo da indossarsi giorno e notte per almeno un mese. Il rischio di complicanze è minimo. I risultati sono visibilmente apprezzabili già dopo una ventina di giorni e le cicatrici tendono a schiarirsi dopo 6 mesi circa, ed eventualmente, come nel caso della mastoplastica riduttiva, possono essere migliorate chirurgicamente o con il laser, anche se rimarranno comunque visibili.